
Conferenza dei Servizi per il superstore Pam di Pilozzo. Grande assente, la volontà politica.
Stamattina, intorno al tavolo per la conferenza dei servizi, oltre all’architetto Ercole Lupi, capo dell’ufficio urbanistica del Comune, a Settimio Giovannetti, responsabile area amministrativa, e i progettisti del megastore Pam che si vorrebbe fare a Pilozzo, il rappresentante della Asl, quelli di Confcommercio, di Confesercenti, dell’associazione commercianti di Monte Porzio, di Italia Nostra, di Sinistra Ecologia e Libertà di Monte Porzio e della Provincia, tutti iscritti tra le parti portatrici di interesse diffuso. La discussione si avvia su questioni tecniche, planimetriche, scarichi, condotte, depurazioni e smaltimenti. Si è nel vivo del progetto. Si ha l’impressione di aver perso qualche passaggio.
La sensazione non è solo nostra. L’agguerrito avvocato che rappresenta Confcommercio chiede la parola per far notare innanzi tutto di aver ricevuto solo due giorni prima la comunicazione della conferenza dei servizi e che invece, dal 27 gennaio, sta ancora aspettando risposta ad una richiesta di accesso agli atti. Detto ciò, l’avvocato fa notare che prima di parlare di questioni di edilizia forse si dovrebbe affrontare il tema dell’uso che si andrà a fare dell’edificio. Le due cose non sono scollegate. Non possono, non devono esserlo, sia per questioni di logica opportunità, che per questioni di procedura e di leggi.
Giovannetti spiega, in risposta, che si è attivata una procedura semplificata, anche questa prevista dalla legge. In soldoni: la Pam si è rivolta allo Sportello Unico per le Attività Produttive che ha attivato la conferenza dei servizi quale procedura per l’ottenimento in soli 60 giorni dell’autorizzazione. Sessanta giorni per esaminare la questione sotto tutti i punti di vista. Una procedura che si attiva ovviamente quando si è in presenza di alcuni requisiti e quando, ovviamente, la questione è di facile soluzione. Nel caso specifico, però, fanno notare le “parti portatrici di interessi diffusi”, ci sono due questioni preliminari, due requisiti mancanti, che impedirebbero la procedura semplificata. Uno, un problema d’ordine sanitario, saltato fuori (precisa Lupi) dopo la convocazione della conferenza dei servizi, quello del depuratore e dello scarico a Colle Pisano. L’altro, i vincoli paesaggistici presenti sull’area. Senza contare poi la questione del Piano Regolatore Generale, che non prevede insediamenti medio-grandi di tipo commerciale. Ma andiamo per ordine. Lupi, sulla questione depuratore, taglia corto: “A breve si affronterà con il Prefetto. Poi, l’Acea sta affindando l’appalto per la condotta fognaria che porterà al depuratore di Cocciano, nel frattempo la Provincia rinnoverà l’autorizzazione allo scarico di Colle Pisano”. “Al momento, però, non è risolto – ribadisce Roberto Laghi di Asscom – quindi la procedura semplificata in 60 giorni non è percorribile”. Due, i vincoli. Al Comune li conoscono, perché li citano negli atti. Ma non si capisce bene perché, la procedura semplificata procede. Tre, il PRG. Già, perché il tutto andrebbe realizzato in Variante al Prg, visto che il Comune non ha pianificato e localizzato aree destinate a medio-grandi strutture commerciali. Il Comune di Monte Porzio ha adottato un Piano Regolatore Generale che non prevede insediamenti commerciali medio-grandi sul territorio. “Infatti, rispondono Giovannetti e Lupi, questa conferenza è stata convocata in variante al PRG”. Significa che tutta la procedura progettuale e le relative conferenze dei servizi presuppongono che il venga ratificata poi una variante al PRG e una localizzazione dell’area commerciale dove oggi è prevista solo una destinazione a impianto vivaistico. Mesi di lavoro – “è un anno che siamo sopra a questa storia”, conferma Lupi (infatti la precedente amministrazione aveva respinto la richiesta del Pam presentata nella primavera scorsa proprio in forza del Piano Regolatore) - ed altri mesi ancora per valutare i pareri, presentare richieste, ascoltare le parti, sulla base di una presupposta Variante che ad oggi non esiste. E quici si chiede come mai non si sia mai espressa ufficialmente una volontà politica sulla questione. Perché in effetti, il consiglio comunale avrebbe potuto esaminare subito la possile variante, magari approvarla, oppure bocciarla, ma almeno si sarebbero evitate incertezze dall’una come dalle altre parti. Se poi dopo tutti questi mesi, il Comune boccia la variante, saranno stati spesi tempo e denaro per una procedura inutile. Se invece si chiarisse subito cosa la volontà politica intende fare, tutto sarebbe molto più trasparente. Si chiuderebbe la questione, oppure si potrebbero attivare le procedure regolamentari (che prevedono non 60 giorni ma alcuni mesi per ottenere pareri su tutte le quesioni), ma almeno si avrebbe la certezza di un’operazione regolamentare, non affidata al primo privato che si presenta e vuol fare un megastore. Come molti altri, inoltre, neppure il Comune di Monte Porzio ha predisposto il dovuto piano urbanistico commerciale, ovvero la programmazione ragionata dello sviluppo del territorio. La mancanza di questo strumento non deve aggravarsi della casualità di scelte che non siano della collettività.
Le questioni, però, restano separate, almeno per il momento. La conferenza convocata questa mattina – spiega Lupi – deve discutere di temi edilizi, valutare se ci sono i requisiti per la concessione edilizia, indipendentemente dal “cosa” si vada a costruire. Il tema, invece, dell’autorizzazione all’esercizio sarà oggetto di conferenza a parte, dice Giovannetti. “Si è pensato di attivarla in un secondo momento, perché magari è proprio il primo argomento a far saltare il progetto”. Anche Lupi precisa che in questa sede ci si deve concentrare sul profilo edilizio e non su quello dell’esercizio dell’attività. Ma l’avvocato insiste. E con lei, insistono anche i rappresentanti di Conesercenti e Asscom di Monte Porzio.
La questione non è di poco conto. “Si sta parlando di un superstore, non di un calzaturificio o altro. E non si può far finta di non saperlo. Ci saranno anche parametri urbanistici ed edilizi diversi”.
Il botta e risposta prosegue a suon di leggi, articoli e norme. L’avvocato di Confcommercio e gli esperti di Confesercenti citano la legge 33/99 che impone ai Comuni un determinato tempo per adeguare i criteri di urbanizzazione, individuare e stabilire la localizzazione. Si legge una nota della Regione del 24 aprile 2009, a proposito del Prg monteporziano, in cui si dà l’ok alla pianificazione territoriale prendendo atto che il Comune non intende attivare nuovi insediamenti commerciali medio-grandi. “Infatti, la richiesta di Pam è successiva all’aprile 2009″, spiega Lupi. Ma il Comune, nel frattempo, non ha cambiato il suo PRG. E, a occhio, può pure decidere di non cambiarlo mai. O no? O funziona che chiunque abbia voglia di fare un centro commerciale in qualunque luogo del paese, basta che lo chieda in variante ed abbia i pareri giusti, con procedura semplificata, e in 60 giorni ottiene ciò che vuole? Non sarebbe, questo, un pericolosissimo precedente?

Secondo Confesercenti, “la domanda così presentata, con un tot di metri cubi (sarebbero 2.200 solo quelli del commerciale, più magazzini etc…) senza localizzazione, andava rigettata e basta. Stiamo ragionando diuna grande struttura non prevista e per l’appunto i soggetti interessati fanno una proposta di progetto in variante. Questa procedura adottata è una scorciatoia, sì, ma in presenza di alcuni requisiti che vanno verificati dall’ufficio comunale preposto”.
Giovannetti risponde che le verifiche ci sono: “ci macherebbe altro”. La questione depuratore, però, non era nel conto.
Infine, ma proprio infine, ci si chiede se, tra tanti pareri e autorizzazioni, è necessaria anche una valutazione di impatto acustico (la Asl vuole approfondimenti) e di impatto ambientale. Non si sa. Nel senso che, spiega Lupi, dovrebbe essere la Regione stessa a richiederla ai suoi uffici. Ma al momento, nulla.
La conferenza dei servizi verrà riconvocata appena saranno giunti i pareri di Asl, Provincia, Regione, parti in causa. Nel frattempo, in parallelo, verrà convocata anche quella che dovrà discutere della destinazione commerciale.
(in foto, i prospetti del progetto del superstore Pam. “La proposta progettuale può subire modifiche a seguito dell’iter procedurale autorizzativo”, chiarisce il progettista Pam.
foto di paola bolaffio)






26 responses so far ↓
1 ciccio capriccio // feb 15, 2010 at 5:19 pm
Ma Lupi e Giovannetti vendono salumi o lavorano come Dirigenti nel comune?
E inoltre chi rappresentano, la collettività il privato che vuol insediare il centro commerciale?
Perchè, poi, a Monteporzio ci sono zone in cui l’allaccio ai depuratori avverrà tra 50 anni e invece per la Pam il problema si risolve in pochissime settimane?
Giovannetti e Lupi, in questa occasione mi sembrano Stanlio e Ollio o Gianni e Pinotto, parlano a nome loro o per conto di un Dirigente Comunale quale il Sindaco?
E’ possibile chiarire questi pochissimi quesiti rispetto ai tanti che vorremmo proporre come cittadini di monteporzio?
Sembra che i problemi per un centro commerciale non esistano, mentre per costruire una scuola siano insormontabili.
2 ciccio capriccio // feb 15, 2010 at 5:22 pm
Ci si deve augurare che il Tar dia ragione ai VBR
per sentirsi garantiti e salvaguardati dallo scempio che si vuole ancora una volta perpetrare nei confronti del territorio e della collettività, solo per favorire gli interessi di uno noto e conosciuto?
3 simone // feb 15, 2010 at 11:06 pm
ok oggi sembra tutto chiaro
Quello che è successo alla presentazione delle liste dei vbr alle scorse elezioni qualcuno tra i nomi citati nell’articolo ha voluto fortemente per grossi interessi privati che si commettessero degli errori nella presentazione dei documenti…. oggi è tutto chiaro il centro PAM grossi interessi Buglia ha sottovalutato chi gli stava vicino,,,,,,
4 gneo // feb 15, 2010 at 11:26 pm
carissimo direttore, mi sembra che lei abbia centrato nel titolo d’apertura il vero problema: l’assenza clamorosa della volontà politica. Mi spiego meglio: come è stato possibile che siamo arrivati alla conferenza dei servizi senza che il Sindaco, la Giunta, l’assessore all’urbanistica abbiano preso posizione e dato il giusto indirizzo politico agli uffici e perchè non hanno espresso pubblicamente attraverso la stampa la loro contrarietà al progetto di costruire questo mostro(pagano 8.000 euro ad un giornalista come addetto stampa). Perchè si tace, quando il problema è maledettamente serio. Perchè non si vuole capire (o si fa finta) che sarebbe la fine delle attività commerciali di M.P.C. Ma chi comanda a monteporzio: il funzionario del comune o il Sindaco?A me questa posizione pilatesca fa venire forti dubbi. In confererenza dei servizi ci andrà il tecnico comunale che ha predisposto una relazione tecnica scandalosa,esattamente contraria a quanto lui stesso sostenneva soltanto pochi mesi fa con un altra relazione alla giunta buglia. Quando il sig.tecnico comunale parlerà lo farà a titolo personale o rappresenterà l’amministrazione?Oppure, per gli Enti che parteciperanno la relazione del sig.tecnico comunale non rappresenterà ufficialmente la posizione dell’amministrazione? Allora per ovviare a questi dubbi perchè l’amministrazione non dice chiaro e tondo che è contraria e che farà tutto il possibile e anche l’impossibile per non fare costruire questa assurdità. Il sindaco che rappresenta l’intera comunita monteporziana (o chi per lui) doveva presentarsi alla apertura della conferenza ed esprimere il suo dissenso forte e chiaro,visto che lo possono fare tutti i cittadini che sono portatori di interesse (figuriamoci il capo di un comune). Ho il brutto presentimento che alla fine quando tutti i pareri saranno favorevoli ci faranno trovare di fronte a problemi insuperabili e che saranno anche legalmente legittimi e che quindi malgrado tutto dovranno costruire.Vi lascio con un pensierino (che poi è come un tarlo):sapete dove andranno a costruire questo megastore? all’ingresso di Monteporzio su via Pilozzo su dei terreni che sono di proprietà del più grande sponsor della lista del Sindaco Gori. A buon intenditor….
5 Radice // feb 16, 2010 at 12:55 pm
Leggendo questo articolo e ripensando ai fatti non so se mi viene da ridere (in modo isterico) o arrabbiarmi. In questo periodo sto pensando di installarmi dei pannelli fotovoltaici sul mio tetto e per via della paesaggistica non so se riuscirò a installarli prima della fine dell’anno e qui si parla invece di 60 giorni per l’autorizzazione ? E’ proprio vero le regole sono uguali per tutti.
CHE TRISTEZZA
6 ciccio capriccio // feb 16, 2010 at 2:33 pm
Il privato, sponsor della lista vincente, oggi passa alla cassa per l’incasso.
Tutto qui, chiaro, limpido come la coscienza di chi ci amministra a monteporzio.
7 pasquino // feb 16, 2010 at 3:04 pm
Anche se l’argomento é assai spinoso e delicato, ritengo sia necessario fare un pò di chiarezza.In primis vi é da evidenziare che la velocizzazione della procedura scaturisce da una apposita legge, chiamata Legge ” Bersani “, si proprio lui! Fatta approvare nel 2000 dall’allora ministro, nello spirito della cosidetta ” liberalizzazione” delle attività economiche e produttive.” Liberalizzazione ” che fu accolta con entusiasmo dalla stragrande maggioranza dei cittadini, tranne i commercianti, naturalmente!Una legge che vige sull’intero territorio nazionale ed alla quale qualsiasi soggetto può far ricorso.Ma allora il problema quale é? Si va contro gli interessi di chi già esercita una attività commerciale che, con l’applicazione di questa legge, perde naturalmente valore.Un esempio: prima della legge una licenza di ristorante valeva un occhio della testa, oggi chiunque può, liberamente, aprire un ristorante.Tornando a noi, che significa? Che oggi se un soggetto vuole aprire un nuovo ristorante a Monte Porzio, gli deve essere negata la possibilità perché potrebbe danneggiare quelli già esistenti?Signori Monte Porzio sta in Italia, anzi in EUROPA!!!!!!
8 Sinipio Callio // feb 16, 2010 at 7:55 pm
Si sapeva del centro commerciale già in periodo elettorale. Il manifesto dei VBR ne aveva compiutamente trattato. Quindi perché meravigliarsi? Tutto nella norma se non che il Sindaco attuale allora non ne fece parola nel programma. Ma si sa che l’elettore viene sempre frodato…
9 Garibaldino // feb 17, 2010 at 3:52 pm
Facile dire l’avevo detto ….cari amici quando si commentava la piscina riempita di latte il mio fuori i lupi da Monteporzio era un grido che oggi va riproposto più forte fuori questa gente dal comune!!!
Peccato che Monteporzio è troppo piccola per interessare chi fa le intercettazioni altrimenti qui se ne sentirebbero delle belle.
Ci facessero sapere perchè riescono a risolvere con ACEA i problemi del depuratore e i residenti di Colle Ameno sono senza fogne e allaccio all’acquedotto da dieci anni !!!
Vergogna Gori Cupellini Morani se ci siete battette un colpo altrimenti non ci resta che sperare nel ritorno di Buglia….
10 ciccio capriccio // feb 18, 2010 at 9:02 am
CAPITO?!
Sintesi di Garibaldino:
“Vergogna Gori Cupellini Morani se ci siete battette un colpo altrimenti non ci resta che sperare nel ritorno di Buglia….”
Ecco in cosa dover sperare……………..
Insomma il futuro è nero in ogni caso.
P.S.: integro l’intervento di Garibaldino, non solo Colle Ameno ma anche Palocci, Pallotta e molto altro è senza fogne e poi si parla di inquinamento delle falde acquifere in un paese retto da amministazioni verdi per 14 anni?
C’è continuità tra vecchia ed attuale amministrazione ma in peggio.
11 ciccio capriccio // feb 18, 2010 at 9:04 am
Avevo dimenticato: anch’io mi associo al grido di dolore del Garibaldino, ossia FUORI QUESTI LUPI DAL COMUNE.
12 ciccio capriccio // feb 18, 2010 at 11:13 am
Perchè se si dice “Fuori i Lupi Famelici dal Comune”, a qualcuno è permesso e ad altri no?
Leggere intervento Garibaldino.
13 ciccio capriccio // feb 18, 2010 at 11:26 am
Questo non mi è stato pubblicato e non capisco il motivo:
ciccio capriccio // feb 18, 2010 at 9:04 am
Avevo dimenticato: anch’io mi associo al grido di dolore del Garibaldino, ossia FUORI QUESTI LUPI DAL COMUNE.
14 ciccio capriccio // feb 18, 2010 at 3:04 pm
solita censura senza giustificazione
grazie
15 sandro // feb 18, 2010 at 8:45 pm
Mi sembra che la persona che si fa chiamare gneo le cose le conosce troppo bene. O è molto attento alla politica monteporziana, oppure si nasconde dietro questo nomignolo. Tra le tante cose che dice quella più veritiera mi sembra quella del proprietario dei terreni in via pilozzo. Io ti sponsorizzo la campafgna elettorale e tu mi firmi una bella cambiale. (è andata così caro Gori?). La cambiale è scaduta ed è stata messa all’incasso. Non vi fate troppe illusioni il supermercato si farà.(che c’è di male poi a me fa comodo)
16 bolaffio // feb 18, 2010 at 8:52 pm
caro Pasquino, ha perfettamente ragione. Non è la legge ad essere sbagliata. Ma è che dovrebbe essere applicata nei giusti casi, quelli che non necessitano procedure di valutazione particolare. Qui la faccenda mi pare un po’ diversa.
17 bolaffio // feb 18, 2010 at 8:55 pm
Ciccio, e che cavolo, la smetta con questa storia della censura ogni volta che non vede pubblicato il suo post nel giro di 5 minuti! Ne manda una cifra tale che dovremmo stare tutto il tempo a pensare a lei! Abbiamo anche altre cose da fare, noi, mi creda.
18 antonella // feb 18, 2010 at 9:01 pm
Mi appassiona il dibattito che si sta facendo sul centro commerciale, non ho capito cosa vuole dire Pasquino, qui parliamo di una struttura di 3200 mq. il più grande supermecato dei Castelli Romani,non di un bar o di un negozio. Allora sai che ti dico che mi compro un ettaro di terreno agricolo e faccio la domanda al Comune per aprire un altro supermercato,tanto c’è la legge Bersani che mi autorizza.
19 pasquino // feb 19, 2010 at 1:28 pm
Gentile Direttore, non sono del suo avviso. La LEGGE si applica SEMPRE! Non si interpetra a seconda delle situazioni o degli interessi…..Cmq, da una attenta lettura del manifesto pubblicato dalla Associazione Commercianti, si evince che il Comune, ai sensi della L.R. n. 33/1999, ha l’obbligo di prevedere nel proprio strumento urbanistico le aree da destinare alla realizzazione di grandi strutture di vendita. Ora, cambia qualcosa che se invece di Pilozzo l’area fosse un’altra? Mi sembra alquanto incoerente, da parte dell’Associazione Commercianti, richiedere, appunto, l’applicazione dell’art. 22 della suddetta L.R. n. 33/1999. A questo punto mi sorge il dubbio se la fonte di preoccupazione degli amici commercianti sia davvero lo spettro dell’apertura di un eventuale nuovo supermercato o se, invece, non ci sia sotto ben altro disegno.
20 bolaffio // feb 19, 2010 at 1:42 pm
La legge si (dovrebbe) applicare sempre. Ma è proprio la legge a prevedere taluni casi, invece di altri. Secondo lei, obiettivamente, in questo caso ricorrere alla procedura rapida Suap (che significa sportello unico attività produttive e nulla ha a che vedere con piani regolatori, licenze edilizie e perché no, tutela del territorio sotto vari profili) non ha il sapore di un garbuglio per aggirare lo spirito della legge?
21 bolaffio // feb 19, 2010 at 1:44 pm
Sono davvero curiosa: quale potrebbe essere l’altro disegno degli amici commercianti che lei sospetta?
22 ciccio capriccio // feb 19, 2010 at 3:44 pm
A PASQUINO
sono curioso anch’io di conoscere “quale potrebbe essere l’altro disegno degli amici commercianti che lei sospetta?”
E poi…. coerenza signor Pasquino.
Si sa benissimo, e lo ha riportato anche il manifesto VBR prima delle elezioni, che la scelta di pilozzo ha un significato ben preciso.
Inoltre la legge si applica e si applica il criterio generale, iter classico, non la specifica di un percorso preferenziale. Per caso Monteporzio non ha negozi o nell’ultimo semestre è cresciuto raddoppiando le residenze?
Fosse per una farmacia potrei capirlo, ma per un centro commerciale… quando a distanza di 10 Km ne trova quanti ne vuole….mahhhhh
Stavolta sono perfettamente d’accordo, ed è un caso unico, con la Sig.ra Direttore Bolaffio.
E’ PROPRIO UN GARBUGLIO PER AGGIRARE LA LEGGE NON PER APPLICARLA.
23 pasquino // feb 20, 2010 at 12:34 pm
Guardi, Direttore, che lei cade in errore se continua a considerare la procedura suap applicabile esclusivamente all’aspetto commerciale delle attività produttive. Da quello che ho capito io, leggendo la legge, internet da questo punto di vista é prezioso, é invece proprio per cercare di ottenere la variante allo strumento urbanistico ( quindi ha a che vedere, eccome!, con piani regolatori e licenze edilizie), finalizzata, naturalmente,al rilascio del permesso a costruire immobili destinati ad attività produttive di media e grande struttura, che si mette in moto tale procedura, così come prevede la normativa.Nel mio post ho cercato di porre in evidenza il quantomeno anomalo atteggiamento della Associazione Commercianti, che, da una parte fa fuoco e fiamme per scongiurare l’apertura di un nuovo supermercato, che danneggerebbe le loro attività, mentre, dall’altra, invita il Comune a modificare lo strumento urbanistco, oggi carente da questo punto di vista, al fine di individuare le aree da destinare alla realizzazione di medie e grandi strutture di vendita, ai sensi della L.R. n. 33/1999.Per cui, una volta approvato questo strumento, fortemente sollecitato dall’Assoc. Commercianti, come si desume dal loro manifesto,a Monte Porzio si potrebbero aprire supermercati, centri commerciale, megastore ecc. Strano, no? Probabilmente lei questo, diciamo così ” incoerente ” atteggiamento della locale Ass. Commercianti non lo ha colto. Pazienza.Condivido perfettamente, invece, la sua preoccupazione relativa alla tutela del territorio.Ma é proprio questo il punto! Ci si preoccupa solo in questo caso della difesa del territorio? Perchè non sono mai state fatte manifestazioni di dissenso e manifesti di protesta quando si sono realizzate le pesanti lottizzazioni dei vari Roncoroni, Via Romoli, Tuscolo .In quel caso la salvaguardia del territorio non ha interessato nessuno.Ma certo,quelli si, di interventi erano previsti nel P.R.G.. Ma, caro Direttore, il P.R.G. non lo abbiamo approvato nè lei, nè io, nè, tantomeno,i cittadini di Monte Porzio.In quel caso l’Assoc. Commercianti dove era? Ma era a fare i conti: più case = più abitanti = più clienti = più guadagno. Ma dai, siamo seri!!!
24 gneo // feb 20, 2010 at 4:06 pm
Se non vi dispiace vorrei dire anche io la mia e inseriri nel dibattito tra Pasquino e Bolaffio.Caro Pasquino intanto la richiesta di dotarsi di uno strumento urbanistico come il Piano Commerciale di territorio,potrebbe essere l’escamotage per rinviare a data da destinarsi la Conferenza dei Servizi, cioè, dire che fino a quando non ci sarà uno strumento urbanistico idoneo, non si prevedranno insediamenti commerciali di grandi dimensioni. Questo dovrebbe dire la giunta Gori, ma figuriamoci! Hanno le bocche ben cucite,devono rispettare gli accordi con lo sponsor elettorale. Inoltre , il Comune di Monteporzio dovrebbe essere commissariato dalla Reg.Lazio, proprio perchè inadempiente nel dotarsi di un Piano Commerciale, esattamente come l’80% dei comuni del Lazio.Cosa dovrebbe fare il governatore del Lazio, assoldare un esercito di commissari ad acta per risolvere i P.C. dei vari comuni laziali.Non mi sembra il caso. Il Comune di Monteporzio si è dotato di una variante urbanistica, con la passata Amministrazione, dove non prevedeva,VOLUTAMENTE non prevedeva, la costruzione di mostri di questo genere, considerando quel poco di terreno agricolo rimasto “agricolo di qualità”. Quindi sembra chiara la volontà politica della passata amministrazione verso la salvaguardia e la valorizzazione dei territori. Io insisto ancora, caro Gori, se ci sei batti un colpo,ma battine una decina, fateci sentire la vostra opinione, visto la vostra conseutudine, che sia Lei che il Vicesindaco fate a gara ad apparire sulle firme dei manifesti e sui giornali locali.
25 ciccio capriccio // feb 22, 2010 at 10:48 am
ciccio capriccio // feb 19, 2010 at 3:44 pm
A PASQUINO
sono curioso anch’io di conoscere “quale potrebbe essere l’altro disegno degli amici commercianti che lei sospetta?”
E poi…. coerenza signor Pasquino.
Si sa benissimo, e lo ha riportato anche il manifesto VBR prima delle elezioni, che la scelta di pilozzo ha un significato ben preciso.
Inoltre la legge si applica e si applica il criterio generale, iter classico, non la specifica di un percorso preferenziale. Per caso Monteporzio non ha negozi o nell’ultimo semestre è cresciuto raddoppiando le residenze?
Fosse per una farmacia potrei capirlo, ma per un centro commerciale… quando a distanza di 10 Km ne trova quanti ne vuole….mahhhhh
Stavolta sono perfettamente d’accordo, ed è un caso unico, con la Sig.ra Direttore Bolaffio.
E’ PROPRIO UN GARBUGLIO PER AGGIRARE LA LEGGE NON PER APPLICARLA.
26 sandro // feb 22, 2010 at 1:00 pm
Ma cosa dite tutti, parecchi commercianti hanno votato per gori, poi comunque meglio un bel centro commerciale comodo cosi tutti piu felici gori pulcini e compagnia a proposito la minoranza ( Morbidelli ) cosa dice? Non mi sembra di avere letto nessuna cosa da parte loro.
Grazie a tutti per aver definitivamente ucciso Monte Porzio Catone e i monteporziani.
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