catoneMonte Porzio Catone 7 settembre 2015 – Io c’ero, lo scorso anno, alla prima edizione del Catone film festival. Ho partecipato alla serata del sabato, la prima delle due, insieme ad un amico, anche lui incuriosito all’idea di una manifestazione dal respiro così cosmopolita nel cuore di Monte Porzio Catone. Intendiamoci, lo so che a pochi passi dal centro c’è Villa Mondragone, la più grande delle Ville Tuscolane, proprietà dell’Università di Tor Vergata, che è arrivata a portare artisti del calibro di Ennio Morricone, so anche che all’Osservatorio astronomico e al complesso Barco Borghese si impegnano spesso ad organizzare serate culturali e che, più in alto, il teatro del Tuscolo ha ospitato la rappresentazione di tragedie greche. Insomma, tra periodi più e meno intensi, a Monte Porzio Catone non manca la possibilità di partecipare ad eventi culturali di grande livello.

Però un festival di cortometraggi è diverso, rimanda ad una manifestazione più dinamica e per giunta con lavori stranieri in concorso, come nei “film festival” internazionali che sembrano sempre troppo lontani. Invece, dallo scorso anno, ecco finalmente un “Sundance” locale, organizzato dalla Associazione Carabinieri, “Sezione App. Ippolito Cortellessa M.O.V.M.”

Certo, ammetto che una volta arrivati l’atmosfera non era proprio da festival internazionale; sulla terrazza si mangiava allegramente carne alla brace e si beveva vino come nelle migliori sagre dei Castelli – anche se la cosa non ci è sembrata proprio negativa e, ovviamente, non ci siamo tirati indietro davanti alla braciola – ma una volta iniziata la presentazione, il contesto è improvvisamente cambiato, adattandosi perfettamente all’occasione.

Iniziate le proiezioni, tra chi usciva momentaneamente di gioco per un amaro e qualche chiacchiera al di là dell’arco di ingresso, il pubblico ha seguito costante e attento i vari corti in programma. Ricordo bene “Matilde”, di Vito Palmieri, sul tema della sordità e “Ce l’hai un minuto”, di Alessandro Bardani, che al momento della presentazione ha fatto esclamare al mio amico “questo lo conosco, troppo carino, fa morire dalle risate!”. Non erano i soli a meritare interesse e attenzione, solo che, poco dopo, nonostante il piacere di essere tra il pubblico, ci siamo ricordati che ormai avevamo preso un impegno. D’estate, tra chi parte e chi torna, un giro di saluti a Trastevere sembra sempre dovuto e così ce ne siamo andati via in fretta, verso Roma, con il dubbio: “chissà se ripeteranno”.

A quanto pare sì, ripeteranno, il 12 e 13 settembre dalle ore 20:00 e in una nuova location: piazza del Duomo. La presentazione ufficiale c’è stata lo scorso sabato ed ha confermato le due sezioni: sociale e tema libero. La numerosa giuria si troverà a valutare corti di grande livello: “La bambina”, di Ali Asgari già in concorso al Festival del Cinema di Venezia; “Bella di notte” di Paolo Zucca ; “A l’nait ovvero bandiera rossa”, firmato da Stefano Pasqualin, con protagonista Alessandro Benvenuti. Ancora: “Clinamen”, di Clemente Corallo, in concorso ai David di Donatello, edizione 2015; l’australiana Venetia Taylor con “Counsellor” e il regista Giulio Mastromauro con “Nuvola”.

Con queste premesse, è evidente che il Catone film festival, realizzato con il contributo del Comune e con l’impegno corale di oltre 30 artigiani e professionisti, si candida ufficialmente a divenire un appuntamento fisso della piattaforma culturale dei Castelli Romani. Nel dubbio, comunque, io quest’anno non prendo appuntamenti, anzi, piuttosto, aspetto che da Roma salgano per il festival.

Martina Bassotti