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In visita a Roma il leader libico

agosto 28th, 2010

Muammar Gheddafi arriverà domenica a Roma, per le celebrazioni per il secondo anniversario della firma del Trattato di amicizia tra Italia e Libia. L’aereo del leader libico atterrerà a Ciampino. Massimo riserbo sul programma per il weekend, prima della festa ufficiale di lunedì sera a cui parteciperà insieme al premier Silvio Berlusconi nella caserma dei carabinieri Salvo d’Acquisto, a Tor di Quinto.

Il Colonnello, come nella visita di Stato del giugno dell’anno scorso, pianterà la sua tenda beduina nella capitale, ma stavolta alloggerà nella residenza privata dell’ambasciatore libico e non a Villa Doria Pamphilj come l’ultima volta. E anche in occasione di questa visita il leader libico porterà con sé la sua scorta di amazzoni. Una sistemazione diversa, invece, sarà trovata per i 30 cavalli arabi che il leader libico farà arrivare con un volo speciale a Fiumicino. Nel pomeriggio di lunedì, alle 17, Gheddafi assisterà a un convegno organizzato presso l’Accademia di Libia e ad una mostra fotografica sulla storia del paese africano dagli anni precedenti all’invasione italiana fino alla firma del trattato di amicizia. In serata, il colonnello sarà poi ricevuto dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla Caserma D’Acquisto. Qui avrà luogo uno spettacolo di alcuni cavalieri libici, che precederà il celeberrimo Carosello dei Carabinieri, che andrà in scena proprio in onore del leader libico e vedrà la partecipazione di circa 130 cavalli e cavalieri dell’arma, due squadroni e una fanfara. Ultimo atto sarà la cena in caserma offerta dal premier italiano, prima della partenza per Tripoli prevista per l’indomani.

Fonte: Ap

E da Informare per resistere:

Trattato italo-libico. Alla stampa venga data la possibilità di entrare nei campi di detenzione per immigrati in Libia.

Un Trattato che ha avuto, tra i suoi principali effetti, la drastica riduzione del numero delle persone in arrivo dal paese nordafricano, come sottolinea il Ministro dell’Interno Maroni, e delle domande di asilo. Le politiche dello Stato italiano in materia le decidono governo e parlamento, naturalmente, e non i giornalisti. All’informazione, però, deve essere data la possibilità di verificare in autonomia quali siano le conseguenze di queste scelte, tanto più quando esse toccano la vita stessa degli esseri umani e un diritto fondamentale come l’asilo, tutelato dalla nostra Costituzione all’articolo 10. I giornalisti devono essere messi in grado di accertare, se lo vogliono, in quali condizioni vivano gli uomini e le donne trattenuti in Libia o lì riportati dopo i respingimenti in mare pattuiti tra i due governi; se ad essi sia garantito un trattamento dignitoso; se tra di loro ci siano persone che avrebbero diritto a vedersi riconoscere dall’Italia lo status di rifugiati; se alle organizzazioni umanitarie sia consentito di svolgere il loro lavoro. La Fnsi chiede pertanto al Presidente del Consiglio Berlusconi di porre con fermezza la questione a Gheddafi nell’imminente incontro romano. Solo se l’informazione potrà fare il suo mestiere si capirà se davvero, come ama ripetere il Ministro Maroni, l’accordo italo-libico abbia permesso di salvare molte vite, o se invece abbia semplicemente nascosto quelle vite e i loro drammi agli occhi di noi italiani. Del resto il Trattato, all’articolo 6, impegna i due Stati al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Dunque non c’è motivo per impedire ai giornalisti di andare a vedere.

http://www.articolo21.org/1660/notizia/trattato-italolibico-alla-stampa-venga-data-la.html

Tags: cronaca · politica

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