Le condizioni dell’ex presidente erano peggiorate nella notte. I funerali privati si terranno giovedì a Sassari. Il popolo di internet, il popolo più liberale che esiste, esprime nel bene e nel male le sue opinioni sulla vita politica di Cossiga durata più di mezzo secolo. Le lettere di Francesco Cossiga indirizzate ai vertici dello stato, al Capo dello Stato, ai Presidenti di Camera e Senato e al Presidente del Consiglio, vengono divulgate dai giornali nazionali mentre il popolo di internet si divide e scrive alcune frasi sulla rete.
La lunga storia di un “Picconatore” come viene chiamato: La vicenda Modo, l’affare Gladio, la riforma dei servizi, la presidenza della Repubblica e l’addio al Colle… E’ stato un unicum nel panorama politico italiano: non solo per essere stato il più giovane presidente della Repubblica ma per la quantità di scosse date ad un ambiente sensibile alle dichiarazioni e rivelazioni.
Qualche esempio di messaggi che si leggono su facebook: “Nessuna lacrima” - Alcuni hanno voluto contrapporre a Cossiga la figura di Giorgiana Masi, la studentessa uccisa in una manifestazione radicale, a Roma, il 12 maggio del 1977, e hanno scelto la sua foto in bianco e nero come immagine del profilo. Sempre sulle manifestazioni di piazza, altri hanno rilanciato – e commentato aspramente – l’intervista al Quotidiano Nazionale dell’ottobre 2008, dove Cossiga consigliava a Maroni l’uso della violenza per combattere l’Onda studentesca.
“Francesco Cossiga riposi in pace” è stato scritto d’altra parte sempre su facebook. : “A 82 anni si è spento il picconatore della prima repubblica. Condoglianze alla famiglia. Facciamo sentire loro la loro vicinanza. La morte non ha colore politico” si legge in una delle pagine aperte sul soscial network per ricordare l’ex capo dello Stato scomparso a Roma. Pietro De Leo, portavoce nazionale di “Studenti per le Libertà”, movimento universitario dei giovani del Pdl, chiede che al presidente emerito della Repubblica siano dedicate delle aule universitarie.
Ha lasciato, prima di morire, quattro lettere indirizzate alle quattro più alte cariche dello Stato, in un plico sigillato. La lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berluscono sarà diffusa dopo i funerali. La ragione, spiegano fonti di governo è che sarebbero contenuti dettagli sulla cerimonia funebre che, per discrezione, non sono state divulgate. In ogni caso la missiva, secondo le stesse fonti di governo, ricalcherebbe quella inviata al presidente del Senato Renato Schifani se non per qualche “dettaglio”, relativo, appunto, alle ultime volontà del presidente emerito della Repubblica.
Scrive al Presidente del Senato Al capo dello Stato, Francesco Cassiga ha scritto:”Signor Presidente, Le confermo i miei sentimenti di fedeltà alla Repubblica, di devozione alla Nazione, di amore alla Patria, di predilezione della Sardegna, mia nobile Terra di origine. Fu per me un grande onore servire immeritatamente e con tanta modestia, ma con animo religioso, con sincera passione civile e con dedizione assoluta, lo Stato italiano e la nostra Patria, nell’ufficio di Presidente della Repubblica. A Lei, quale Capo dello Stato e Rappresentante dell’Unità Nazionale, rivolgo il mio saluto deferente e formulo gli auguri più fervidi di una lunga missione al servizio dell’amato Popolo italiano. Con viva, cordiale e deferente»
Scrive al Presidente del Senato: “Onorevole Presidente del Senato della Repubblica nel momento in cui il giudizio sulla mia vita è misurato da Dio Onnipotente sulle verità in cui ho creduto e che ho testimoniato e sulla giustizia e carità che ho praticato, professo la mia Fede Religiosa nella Santa Chiesa Cattolica e confermo la mia fede civile nella Repubblica, comunità di liberi ed uguali e nella Nazione italiana che in essa ha realizzato la sua libertà e la sua unità. Fu per me un onore grande servire la Repubblica, a cui sempre sono stato fedele; e sempre tenni per fermo onorare la Nazione ed amare la Patria. Fu per me un privilegio altissimo: rappresentare il Popolo Sovrano nella Camera dei Deputati prima, del Senato della Repubblica quale Senatore elettivo, Senatore di diritto e a vita e Presidente di esso; e privilegio altissimo fu altresì servire lo Stato nel Governo della Repubblica quale membro di esso e poi Presidente del Consiglio dei Ministri ed infine nell’ufficio di Presidente della Repubblica. Nel mio testamento, ho disposto che le mie esequie abbiano carattere del tutto privato, con esclusione di ogni pubblica onoranza e senza la partecipazione di alcuna autorità. Per quanto attiene le onoranze che i costumi e gli usi riservano di solito ai membri ed ex-Presidenti del Senato, agli ex-Presidenti del Consiglio dei Ministri ed agli ex-Presidenti della Repubblica, qualora Ella ed il Governo della Repubblica decidessero di darne luogo, è mia preghiera che ciò avvenga dopo le mie esequie, con le modalità, nei luoghi e nei tempi ritenuti opportuni. Voglia porgere ai valorosi ed illustri Senatori il mio ultimo saluto ed il mio augurio più fervido di ben servire la Nazione e di ben governare la Repubblica al servizio del Popolo, unico sovrano del nostro Stato democratico. Che Iddio protegga l’Italia!”.
Scrive al Presidente della Camera: “Signor Presidente, nel momento in cui nella fede cristiana lascio questa vita, il mio pensiero va alla Camera dei deputati, nella quale, per voto del popolo sardo, entrai nel 1958 e fui confermato fino al 1983, anno in cui fui eletto senatore. Fu per me un grandissimo e distinto privilegio far parte del Parlamento nazionale e servire in esso il Popolo, sovrano della nostra Repubblica. Professo la mia fede repubblicana e democratica, da liberaldemocratico, cristianodemocratico, autonomista-riformista per uno Stato costituzionale e di diritto. Professo la mia fede nel Parlamento espressione rappresentativa della sovranità popolare, che è la volontà dei cittadini che nessun limite ha se non nella legge naturale, nei principi democratici, nella tutela delle minoranze religiose, nazionali, linguistiche e politiche. Ringrazio i parlamentari tutti per il concorso che in tutti questi anni hanno dato con l`adesione o con l’opposizione, con l’approvazione o con la critica alla mia opera di politica. A tutti i deputati e a Lei, Signor Presidente, l’augurio di un impegnato lavoro al servizio della libertà, della pace, del progressodel popolo italiano. Dio protegga l’Italia”.






0 responses so far ↓
There are no comments yet...Kick things off by filling out the form below.
Leave a Comment