Schermata 2018-03-12 alle 12.24.42Eloheinu, l’intrigante romanzo breve di Valentina Belgrado (NullaDie Edizioni 2018), scivola via in un’ora, d’un fiato fino all’ultima pagina; intelligente, elegantemente ironico quando occorre, scioglie la suspence solo alla fine: quando scienza, raziocinio, tolleranza e buon senso hanno la meglio su un intrigo di simboli, misteri, false credenze e debolezze. 

L’inscindibile e indecifrabile legame che unisce due bambine dallo stesso nome, Ipazia, e dalle stesse sembianze fisiche pur senza alcuna parentela, è il filo che trascina il lettore in un quotidiano apparentemente comune in cui si nascondono oggetti evocatori, segnali ambigui, pettegolezzi maligni, inquietudini e misteri in una vita di paese a cui le madri protagoniste paiono estranee entrambe, anche se in modo totalmente diverso.

Personaggi ben tracciati, nitidi, ciascuno con i propri coni d’ombra, né buoni né cattivi, veri. Dolori autentici, gestiti senza sversamenti e strabordamenti, composti eppure tragici. Una lingua colta, preziosa, cesellata e allo stesso tempo fluida, equilibrata, razionale, necessaria in un tempo di grida e complottismi.

IMG_7290Valentina Belgrado, poeta e letterata, si rivela così anche ottima romanziera.

Paola Bolaffio