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Cerveteri – necropoli della Banditaccia

di Gaia Mutti

agosto 15th, 2009

Tra i possibili luoghi da visitare, immersi nella natura e nello stesso tempo ricchi di storia e bellezza, bisogna sicuramente prendere in considerazione la Necropoli della Banditaccia, posta nell’area dell’antica Ceisra, una delle maggiori città etrusche, che i Greci chiamavano Agylla e i Romani Caere. Circa 450 ettari di tombe monumentali scavate nel tufo, contraddistinte da dipinti murari e decorazioni uniche e originali, ognuna per una diversa famiglia, con ricchissimi corredi e tutti i dettagli della vita quotidiana dei defunti. Un luogo da visitare almeno una volta nella vita.

Dal luglio 2004 la necropoli è entrata a far parte dei luoghi patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Il complesso monumentale della Banditaccia è uno dei siti archeologici etruschi più importanti; posta su un’altura tufacea a nord-est di Cerveteri, in via di Ripagretta, si estende per circa 6 km in direzione di Monte Romano. Delle numerose tombe “battezzate ed identificate” si riescono veramente a vedere circa una cinquantina delle forse settantamila presenti, tutte concentrate nelle quattro aree (circa 450 ettari) in cui si divide la necropoli.

Il sito nasce come un sepolcreto villanoviano con enormi tumuli di roccia e pietre che accolgono numerosi inumati in tombe intagliate nel tufo, a mo’ di interni di case suddivise in varie camere sepolcrali alle quale si accede attraverso un dromos (corridoio), il tutto scavato nel tufo e decorato con motivi ispirati alle forme dell’architettura domestica; questi ambienti erano destinati ad accogliere ricchissimi corredi. Altri sepolcri sono scavati in vani quadrangolari che danno sulle vie sepolcrali, seguendo strutture che rispecchiano quelle adottate per gli insediamenti urbani. Caratteristica ancora evidente delle necropoli di Caere fu l’uso di lastre di terracotta dipinta per il rivestimento delle pareti, risalenti soprattutto all’età arcaica. Visitabili sono soprattutto le tombe della cosiddetta “Zona del Recinto”, con i tumuli disposti lungo la via degli Inferi, tra cui possono essere ricordati la Tomba dei Rilievi, la Tomba della Cornice, la Tomba della Capanna, la Tomba dei Vasi Greci e la Tomba dei Capitelli.

Inoltre la Necropoli si estende a poca distanza dal mare, perciò la prospettiva di una mattinata diversa e interessante in uno dei più importanti siti archeologici dell’Italia e del mondo, seguita da un pomeriggio tra le onde del mare cristallino e invitante di Santa Severa, l’antica Pyrgi, con lo sfondo del bellissimo castello (visitabile) e venerato da tutti i teenager per il film “Tre metri sopra il cielo”, è un opzione estiva adatta a tutti, adulti e bambini. Poi, se tra Cerveteri e Pyrgi a qualcuno è venuta fame, ci si può fermare a mangiare a Santa Severa o a Santa Marinella. Tra i tanti ristoranti, ne abbiamo provati tre: Pino al mare, a Santa Severa, o pochi chilometri più in là, a Santa Marinella, i ristoranti degli Hotel Cavalluccio Marino e Le Najadi, sul lungomare, dove i cuochi sono esperti di pasta fatta in casa e pesce.

“Sono sorprendentemente grandi e belle queste case dei morti”

D.H. Lawrence.

Tags: dai ragazzi · viaggi

1 response so far ↓

  • 1 Andrea // ago 16, 2009 at 9:39 am

    Mi sono sempre piaciute le necropoli, etrusche e non. Nel ferragosto 2004, in Sicilia, ho addirittura dormito al freddo e al gelo in una necropoli pregreca, preferendo un inusuale luogo di campeggio ai falò sulla spiaggia.
    Però sono stato invogliato a leggere con attenzione l’articolo grazie alla citazione finale di Lawrence: recentemente ho visitato una delle abitazioni in cui ha soggiornato nei suoi viaggi in Italia.

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