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sorseggiando con Chris JORDAN

giugno 27th, 2008

Pomeriggio di fine aprile, Ara Pacis. Il traffico dietro l’opera di Meier è quello di un normale rientro dopo lavoro romano. Dietro il muro con la targa delle Memorie di Adriano, sembra un’altra città, poco rumore, poche macchine. Il Mausoleo dello stesso imperatore fa risplendere i suoi mattoni sotto il sole che cala.

Salve, sono del Catone, dovrei intervistare l’artista, ci siamo sentiti ieri.
- Sì, salve, mi ricordo. Guardi adesso tocca a Sky, poi fate voi, va bene?
Mi sale un blocco di saliva dal fondo della gola. Mai farsi vedere inferiori. Dopo Sky? Va benissimo, non si preoccupi.
E’ capitato che anche noi del Catone possiamo toglierci piccole soddisfazioni, siamo in due ad intervistare l’artista, e noi dopo la tv, chi se l’aspettava.
Chris Jordan ha una camicia grigio scuro aperta, e sotto una maglietta nera, da perfetto americano. Ci spiega le sue foto, ci spiega che è stato invitato lì dalla International Geographic Channel in occasione della Giornata Mondiale della Terra, per portare avanti la campagna ecologica che interessa tutto il pianteta. E’ in tour da un
bel po’ di tempo, adesso fa tappa a Roma. Ci fanno salire sulla terrazza del museo dell’Ara Pacis, dove c’è il buffet. Mi avvicino al fotografo con un bicchiere di prosecco in mano. Viva il frizzante che ci rende tutti più simpatici. Le sue fotografie si trovano all’esterno, nella piazza del mausoleo, installate su TT pannelli di alluminio e retroilluminate. Sono miliardi di risme di carta, milioni di scie di aerei, centinaia di telefoni cellulari. Dati del consumismo americano che diventano immagine dello spreco, del valore tolto ad ogni
oggetto e proiettato in macerie di cadaveri ripetuti, ritoccati in digitale. E’ un bell’impatto, anche per il contrasto che si ha con l’antica struttura del mausoleo.
Roma continua a tramontare, c’è molto meno traffico, molto meno rumore sul lungotevere. Chris Jordan è una persona semplicissima, ci accoglie subito con sorriso, non so quanto si rende conto della responsabilità che gli è stata regalata. A fare il testimone per questa campagna mondiale di sensibilizzazione non riuscirei più neanche a fare una lavatrice, per il terrore di inquinare.

Signor Jordan, ma adesso non ha paura a bere da una bottiglia di plastica di fronte a tutti? O di andare in giro in macchina? O di prendere un aereo senza che qualcuno la guardi male?
Beh, in effetti un po’ sì -sorride.- Pensa che da un anno a questa parte ho smesso di comprare bottigliette di plastica. E’ successo un giorno all’uscita dal supermercato, ero con un’enorme confezione di queste bottilgiette e le stavo per caricare in macchina, avevo già fatto la fotografia al disastro della plastica ed ho sentito che qualcosa in me era cambiato. Era emersa una nuova domanda. Ho pensato che non dovevo più farlo. Si può benissimo farne senza.

E l’aereo?
Quello è inevitabile. Per venire qui da voi ad esempio l’ho preso. Se penso al tragitto alternativo, tra nave e treno, sarebbe stato improponibile. Ma me ne dispiaccio.

Il continuo ritorno dei numeri, quel tot numero di bottiglie, quel tot numero di sigarette, e al tempo stesso l’uso del frattale: cos’è che l’affascina in tutto questo?
Avete colto nel segno, è proprio il frattale che uso per comporre le mie foto. Non tutte sono semplici distese di oggetti, la serie sui tubi per esempio. Credo che sia entusiasmante vedere le due facce di una stessa immagine, voglio dire il piccolo oggetto, quasi insignificante e debole nella sua dimensione che si trasforma
in un gigante che mangia spazio, una valle di oggetti usati, consumati e poi gettati via.

Si sente un artista politicamente schierato? Molti partiti, anche in Italia, sbandierano la lotta per l’ambiente.
Io credo che il movimento per salvare la terra sia in ogni luogo nel nostro pianea. Credo che la società si sia sensibilizzata su questi temi, io credo fortemente che ora siamo pronti al cambiamento. Vedo più attenzione da parte delle persone. Non credo sia una questione politica, nonostante come tu dici sia realmente riscontrabile in molti programmi di partito la cura ambientale.

A proposito di questo, non ha paura di essere usato senza il suo consenso completo?
Il pericolo c’è. Tutti, dal momento che diventi apprezzato, famoso, o veicoli un messaggio forte, vogliono un pezzo di te. Io credo che rimanendo saldi e coerenti con se stessi si possa sfuggire a tutto ciò. Ci salutiamo con gli auguri reciproci per i nostri lavori. Jordan mi chiede di farlo apparire più intelligente di quello che è in realtà e di togliere nella stesura tutti i balbettamenti in cui è caduto. Roma si prepara a cenare. Ringrazio l’nterprete che ha tradotto le mie domande, sperando di rincontrarci la prossima volta. Scendendo gli scalini guardo l’ara avvolta dal biancore dell’archietttura che la ospita. Faccio una foto, non si sa mai diventi una cartolina d’epoca visto che qualcuno promisedi demolirla.

MARCO MORICI

Tags: arte e spettacolo