Il 2 Luglio, a Palazzo Savelli ad Albano Laziale, ha avuto luogo la presentazione del libro “Paesaggi post-urbani” del Prof. Massimo Di Felice (Ed. Bevivino). L’evento, ideato dal gruppo Facebook “Salviamo il Lago Albano!!!” all’interno di una serie di attività che hanno come obiettivo la costruzione di una rete dei cittadini dei Castelli Romani, ha riscosso uno straordinario successo di pubblico.
Gli 80 intervenuti, cittadini di diversi comuni, associazionismo locale (Ass.Cult Pane e rose, A.N.PROF., Alternativ@MENTE, Albano Team), istituzioni (Direttore del Parco Regionale dei Castelli Romani Roberto Sinibaldi e l’Ass alla Pubblica Istruzione del Comune di Albano Laziale Mario Rapisardi) hanno assistito con interesse e partecipazione alla conferenza.
Dopo i saluti del Direttore del Parco e dell’Assesore alla Pubblica Istruzione del Comune di Albano Laziale, Luca Nardi, fondatore del gruppo fb Salviamo il lago Albano, ha aperto l’incontro, sottolineando la necessità di costruire una rete territoriale, che sia espressione di una nuova forma di “cittadinanza attiva”, capace di superare le logiche supine della democrazia rappresentativa e salvaguardare ed innovare i Castelli Romani. Di Felice, docente di sociologia e scienze della comunicazione presso l’ università di S. Paulo del Brasile, ha sottolineato la specificità dei processi comunicativi digitali cogliendo nelle forme di interazione in rete, il sorgere di una nuova architettura della democrazia. Facendo una analogia tra le diverse rivoluzioni comunicative, che hanno visto il passaggio dalla oralità alla scrittura, alla elttricità e ai mezzi di comunicazione di massa, l’autore si è soffermato sulle possibilità di trasformazione della partecipazione sociale offerte dal web e dalle fertili interazioni con le tecnologie dell’ informazione. Descrivendo i diversi significati della post-urbanità, ha poi dato particolare enfasi alle possibilità che i meccanismi di riproduzione digitale del territorio offrono alle forme di interazione e di sviluppo eco-sostenibile. Superando la logica politica e amministrativa del territorio, l’ autore ha difeso la necessità di pensare all’ economia e all’ innovazione come ai risultati di processi informativi creati da territorialità intelligenti, formate dalle sinergie delle comnuità biologiche e sociali con le tecnologie informative.






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