Washington, 29 luglio – L’accesso all’acqua è un diritto fondamentale dell’uomo: un diritto umano, appunto. L’ha sancito questa mattina l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che dopo 15 anni di discussioni e dibattiti sull’argomento ha votato un documento che stabilisce che l’accesso all’acqua va inequivocabilmente considerato, appunto, un diritto.
La risoluzione sul “diritto d’acqua” era stata presentata dalla Bolivia; 122 paesi hanno votato a favore e 41 si sono astenuti. Nel testo votato – fanno sapere le agenzie di stampa – si dice, tra l’altro, che “l’accesso ad acqua potabile, pulita e di qualità, e a installazioni sanitarie di base, è un diritto dell’uomo, indispensabile per il pieno godimento del diritto alla vita”.
Secondo dati delle organizzazioni umanitarie, nel mondo oltre 880 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile, e 2,6 miliardi non possono fare affidamento su postazioni mediche di base. Due milioni di bambini ogni anno muoiono di sete o per malattie collegate all’acqua non potabile, che non possono essere curate per mancanza di farmaci e servizi sanitari di base.
Il documento approvato nel Palazzo di Vetro invita stati e organizzazioni internazionali ad adoperarsi per fornire aiuti finanziari e tecnologici ai paesi in via di sviluppo e ad “aumentare gli sforzi affinché tutti nel mondo abbiano accesso ad acqua pulita e a presidi medici di base”.






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